PROGETTO CHERNOBYL, IN MEMORIA DI EGIZIO CORAZZA Agosto 2020 Ringraziamo tutti per il grande affetto e la sincera partecipazione. Molti di voi hanno chiesto come poter effettuare un gesto, per ricordare il babbo, perciò vi informiamo che abbiamo costituito un Fondo “PROGETTO CHERNOBYL, IN MEMORIA DI EGIZIO CORAZZA” per continuare a sostenere il progetto di LEGAMBIENTE di accoglienza nella nostra città dei bambini di Chernobyl, che lui aveva tanto a cuore. Sul Fondo chiunque può versare il proprio contributo libero usando le seguenti coordinate: IT40Q0760113800000048811442 (indicare nella causale quanto sopra in neretto). Grazie. Tamara, Melissa Corazza, Legambiente Circolo di Pistoia e i bimbi di Chernobyl

 

Emergenza Coronavirus: il contributo di Legambiente per la riduzione del rischio

SOLIDARIETA' NEL CUORE DELLA CITTA'

SE PUOI LASCIA, SE NON PUOI PRENDI

In collaborazione con Emporio della Solidarietà e Caritas Diocesana gli Esercenti della Sala si attivano per una raccolta alimentare
in favore delle persone più bisognose della città.

Consegna nelle cassette solidali dei negozi che partecipano Il ritiro viene fatto direttamente dai volontari della Caritas e dell’Emporio, a giorni alterni.

Partecipano tutti gli esercizi di Piazza della Sala e il negozio Morandi.

 

Come gestire i rifiuti costituiti da mascherine, guanti monouso e altri materiali di protezione - 5 giugno 2020

Le stime del Politecnico di Torino ci dicono che, dall'inizio della cosiddetta "fase 2", il 4 maggio 2020, ogni giorno usiamo 35 milioni di oggetti per proteggerci, prevalentemente mascherine e guanti, non tutti sono classificabili come dispositivi di protezione individuale(DPI). Si tratta per lo più di mascherine e guanti monouso, oggetto, purtroppo, di facile abbandono, tanto che, in alcune importanti città italiane, i Sindaci hanno predisposto ordinanze specifiche contro l'abbandono di questi materiali.

Siamo all'emergenza nell'emergenza, dopo tanto lavoro per sensibilizzare contro l'abbandono delle plastiche, che facilmente finiscono nei nostri mari, ora, dobbiamo fare i conti con questi oggetti divenuti ormai d'uso quotidiano che, se abbandonati, costituiscono una fonte di inquinamento non meno preoccupante rispetto a quello della plastica usa e getta.

Il Ministero della Salute, l'Istituto Superiore di Sanità (ISS), insieme al Sistema Nazionale di Protezione Ambientale (SNPA), fin dall'inizio dell'emergenza sanitaria, hanno fornito precise indicazioni ai cittadini su come gestire questi rifiuti.

Sia l'opuscolo del Ministero della Salute sia il Rapporto COVID-19, n. 3/2020 dell'ISS distinguono due situazioni: quella in cui, all'interno delle abitazioni, è presente una persona affetta da COVID-19, con diagnosi certa, e la situazione in cui, invece, non si è in presenza di soggetti colpiti dal virus.

Se nel primo caso, i cittadini affetti da COVID-19 sono tenuti a seguire precise disposizioni, proprio per evitare che i loro rifiuti possano contribuire al diffondersi del contagio, nel secondo, invece, risulta sufficiente gettare questa tipologia di rifiuti costituiti da mascherine, guanti monouso e altri dispositivi di protezione nel cestino della raccolta indifferenziata, al pari di altri rifiuti urbani non destinati alla raccolta differenziata.

Quello che dobbiamo avere bene presente è che non bisogna mai gettare a terra questi strumenti di protezione, una volta utilizzati; un deterrente all'abbandono potrebbe essere una presenza significativa di raccoglitori ecologici, che ancora manca, soprattutto nei parchi, nelle aree di sosta e vicino ai supermercati.

Certamente la soluzione migliore sarebbe quella di riuscire a progettare i dispositivi di protezione individuale, o più in generali strumenti di protezione, con materiali riciclabili, biodegradabili, a minore impatto ambientale, ma non appare, al momento, semplice. Prendiamo ad esempio le comuni mascherine monouso, queste sono realizzate in materiali diversi che le rendono, per ora, difficilmente riciclabili.

Il dibattito è aperto, coinvolge associazioni ambientaliste ma anche il mondo della ricerca e quello sanitario, tanto che su Change.org., la Fondazione Univerde ha promosso la petizione, che tutti possiamo firmare, #ripartiamosenzamonouso.

Con la riapertura di quasi tutte le attività produttive, anche all'Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) di ARPAT, sono giunte un numero crescente di richieste di informazioni soprattutto dal mondo produttivo, in merito alla corretta gestione di queste specifiche categorie di rifiuti: mascherine e guanti monouso ma anche altri materiali di protezione individuale utilizzati nello svolgimento di attività di lavoro, che non afferiscono al settore sanitario.

La Commissione Europea ha pubblicato le linee guida per la gestione dei rifiuti costituiti anche da mascherine, guanti monouso ed altri materiali di protezione individuale utilizzati in questa fase d'emergenzia sanitaria. Queste sono il frutto di una consultazione degli esperti degli Stati Membri in materia di rifiuti, delle principali parti interessate nel settore della gestione dei rifiuti e della consulenza del Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC=European Centre for Disease Prevention and Control). Hanno come obiettivo quello di assicurare un elevato livello di tutela della salute umana e dell'ambiente, nonché prevenire e ridurre il rischio di interruzioni nell’erogazione di adeguati servizi di gestione dei rifiuti.

Nelle linee guida si sottolinea che i rifiuti provenienti da ambienti di lavoro non sanitari vengano gestiti come rifiuti urbani indifferenziati e lo stesso dovrebbe essere previsto per i rifiuti derivanti dall’attività di disinfezione provenienti da strutture non coinvolte nell’emergenza coronavirus anch'essi da smaltire nel flusso dei rifiuti indifferenziati.

Se la Commissione Europea non è entrata nel dettaglio, in quanto le linee guida sono destinate ai diversi paesi UE con situazioni di emergenza sanitaria diverse e sistemi di gestione dei rifiuti molto diversi l'uno dall'altro, la Regione Toscana si è espressa più puntualmente, fornendo precise informazioni nel suo documento dal titolo "Indicazioni alle attività produttive di beni, servizi e commerciali, diverse da quelle operanti nell'assistenza sanitaria, in merito alla gestione dei rifiuti costituiti da dispositivi di protezione individuale e altri rifiuti prodotti per la sanificazione degli ambienti".

In questo documento la Regione, in particolare la Direzione Ambiente, indica come vanno gestiti i rifiuti costituiti da dispositivi di protezione individuale utilizzati dal personale impiegato in attività produttive, diverse da quelle sanitarie, specificando che le mascherine, i guanti e altri dispositivi monouso di protezione individuale dovranno essere conferiti nel rifiuto urbano indifferenziato (EER.20.03.01), qualora l'attività produca rifiuti urbani.

La Regione consiglia di inserire questa tipologia di rifiuti in sacchi di idoneo spessore, utilizzandone preferibilmente due, uno dentro l'altro, qualora si impieghino sacchi facilmente rompibili, facendo attenzione a non comprimere il sacco e avendo cura di chiuderlo con attenzione.

Al contrario, se i DPI monouso (mascherine, guanti e altro) sono necessari per lo svolgimento delle specifiche ed ordinarie attività lavorative ed erano già in uso prima dell'emergenza sanitaria in atto, secondo le disposizioni della Regione Toscana, questi devono essere classificati tenendo conto delle usuali modalità adottate e avviati a smaltimento in base alle procedure consuete.

Anche ISPRA si è espressa su questo tema, predisponendo un articolato documento sulla corretta gestione dei dispositvi di protezione individuale (DPI) prodotti dalle utenze produttive, sottolineando che questi dispositivi, una volta divenuti rifiuti, possono essere considerati assimilati agli urbani, anche a seguito di specifiche ordinanze regionali.

ISPRA precisa che, per le utenze i cui rifiuti sono assimilati agli urbani, si farà riferimento ai criteri di conferimento e raccolta dei rifiuti urbani, tenendo conto delle indicazioni fornite dall’ISS e dal SNPA, nonché delle specifiche disposizioni individuate dall’autorità territorialmente competente.

In ogni caso, "sono fatte salve eventuali diverse classificazioni individuate dalle autorità territorialmente competenti attraverso lo strumento dell’ordinanza ex articolo 191 del d.lgs. n. 152/2006, qualora si verificano situazioni di eccezionale e urgente necessità di tutela della salute pubblica e dell’ambiente".

Se invece i DPI prodotti dalle utenze produttive, una volta divenuti rifiuti, non possono essere assimilati agli urbani, dovranno essere gestiti, secondo ISPRA, come rifiuto speciale, in tale caso, l’assegnazione del codice EER più opportuno dovrà essere effettuata dal produttore, valutando anche la potenzialità del rischio infettivo associato ai propri rifiuti. Solo ove sia possibile, escludere, con ragionevole certezza, sulla base delle informazioni e delle evidenze disponibili il potenziale rischio infettivo, sarà possibile procedere alla identificazione del rifiuto attraverso il codice EER 15 02 03.

ISPRA elenca alcuni elementi da valutare al fine di  escludere il potenziale rischio infettivo:

  • monitoraggio dei casi di positività al virus dei lavoratori dell’unità locale dell’impresa negli ultimi 15 giorni
  • utilizzo di sistemi di sterilizzazione dei rifiuti
  • possibilità di sviluppare, qualora effettivamente applicabili, procedure di quarantena interna dei rifiuti presso il luogo di produzione per un periodo di tempo adeguato al fine di garantire l’effettivo abbattimento della carica virale.

Qualora, invece, sulla base di queste valutazioni, emerga la possibilità di un potenziale rischio infettivo, i rifiuti costituiti da DPI prodotti da attività produttive dovranno essere classificati utilizzando il codice EER 18 (rifiuti che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni). 

La lettura combinata di tutti documenti richiamati nell'articolo, prodotti sia a livello comunitario che nazionale e regionale, fornisce un quadro completo, anche se non sempre di immediata lettura, per orientarsi nella corretta gestione dei rifiuti costituiti da strumenti di protezione individuale e/o DPI, siano essi prodotti in ambito domestico che produttivo e commerciale.

 

  Firenze, 28 aprile 2020 Comunicato stampa - Le spiagge e il mare della Toscana al tempo della pandemia  Legambiente: “Giù le mani dalle spiagge libere! Per la stagione balneare - nessun cedimento alle loro privatizzazioni, sono beni comuni  Non si dimentichi poi l’inquinamento marino, perché è un problema grave e globale

Con l’avvicinarsi della Fase 2, si moltiplicano le proposte per la fruizione post-emergenza sanitaria e se grande è, giustamente, la preoccupazione degli operatori turistici, altrettanto grande ci sembra la confusione sotto il cielo con l’accavallarsi di proposte a volte contraddittorie, demagogiche e/o impraticabili. Quella che ci aspetta è una stagione turistica inedita che acutizzerà però problemi storici e cronicizzati e sbaglieremmo a pensare che potremo affrontarla tornando a un’impossibile “come prima”. Le regole del distanziamento sociale c’imporranno nuove abitudini e nuovi stili di vita che non potranno essere certo risolti con un’ulteriore privatizzazione delle spiagge.

 “Occorre quindi garantire sia la possibilità di lavorare agli operatori turistici balneari, sia il libero accesso dei cittadini, a partire dai residenti, alle spiagge; – dichiarano Fausto Ferruzza e Umberto Mazzantini, rispettivamente Presidente e responsabile mare di Legambiente Toscana - un ruolo importantissimo potranno svolgerlo le spiagge libereche andranno valorizzate e tutelate meglio, garantendo una loro fruizione rispettosa delle norme, sia sanitarie che ambientali. La pandemia ci ha fatto riscoprire il valore insopprimibile della natura – continuano Ferruzza e Mazzantini – e la fascia costiera va trattata per quello che è: una preziosa risorsa vivente, dotata di una sua peculiare capacità di carico e di un patrimonio naturalistico possibilmente da conoscere e salvaguardare.

Una risorsa fragile che andrà tutelata grazie alla collaborazione attiva tra cittadini, enti locali ed enti parco e con una più attenta sorveglianza da parte degli enti preposti, a cominciare dalle Capitanerie di Porto e delle altre forze dell’ordine, cui devono essere forniti più finanziamenti, mezzi e personale per poter svolgere al meglio il loro compito. Da questo punto di vista, Legambiente Toscana rileva ancora come “ci sia bisogno di una visione unitaria delle nostre coste e delle nostre isole, che potrà essere realizzata solo attraverso una gestione integrata della fascia costiera, con un governo effettivo di questo bene comune che sussuma concessioni, spiagge libere, diporto, aree protette a terra e a mare, depurazione delle acque reflue e bonifiche in un unico progetto di fruizione sostenibile che, per avere efficacia deve essere almeno pensato a livello di distretti turistici: Maremma, Arcipelago Toscano, Costa Etrusca, Costa Apuo/versiliese”.

 Tutto ciò non potrà avvenire, tuttavia, se non affronteremo anche l’altro problema globale che è emerso con forza negli ultimi anni: quello dell’inquinamento da plastica dei nostri mari e delle nostre coste, potenzialmente in via di aggravamento a causa della dispersione incivile di queste settimane di guanti monouso e dispositivi di protezione individuali, quali mascherine in TNT e polipropilene. Da questo punto di vista, come associazione, per una ottimale fruizione delle spiagge riteniamo che gli Enti Pubblici debbano garantire una loro pulizia accurata e frequente, che tenga conto della fragilità crescente degli ecosistemi marini e costieri.  - Ufficio Stampa di Legambiente Toscana

 

Da Legambiente Toscana - sabato 18 aprile 2020

Ciao a tutti e tutte,
 
vi scrivo per invitarvi a partecipare al Flash Mob che si terrà online il 22 aprile in occasione della Giornata Mondiale della Terra che ha l'obiettivo di tenere alta l’attenzione sulla cura del pianeta e anche ovviamente stimolare i soci, i simpatizzanti e tutti coloro che ci seguono a scattarsi una foto e postarla sui social, unendosi alla nostra iniziativa. Sarà infatti chiesto a chiunque vorrà di scattarsi una foto mentre abbraccia un mappamondo, un atlante, un modellino in miniatura del globo, un disegno ecc e di pubblicarla con gli hashtag #Abbracciamola  #EarthDay.
La pubblicazione dovrà avvenire non prima del 22 aprile, proprio per rendere il più virale possibile l'evento!
Avrete ricevuto tutti la comunicazione dal nazionale che è partita stamattina diretta a tutti i circoli d'Italia ma mi premeva scrivervi perché questo flash mob ha anche lo scopo di coinvolgere i giovani all'interno dei nostri circoli, Può essere un'altra occasione per mettere a frutto il lavoro fatto fino a oggi sul tema del coinvolgimento dei volontari!
Come sapete "Giovani e volontariato" è uno dei cinque obiettivi strategici dell'associazione e, come accennavo a chi ha partecipato all'ultimo direttivo, il gruppo di referenti nazionale, insieme a noi responsabili regionali, si sta occupando quotidianamente della questione (le riunioni da remoto in queste ultime settimane sono state fittissime) e spero che anche in Toscana si possa, a breve, avere un confronto su questo tema in modo da organizzare tutti insieme i prossimi passi dell'associazione.

Nel frattempo tirate fuori dal cassetto i vostri indirizzari e database di contatti e scatenatevi in vista del flash mob, specificando che le foto vanno pubblicate il 22 e non prima!

A questo link trovate tutti i materiali per la promozione e comunicazione. 

Saranno disponibili da lunedì 20 anche dei motivi personalizzati per le vostre foto profilo e per la fotocamera di Facebook da utilizzare e condividere con i vostri contatti. (è semplicissimo da usare come saprete, ma nel caso ecco una piccola guida -> https://www.facebook.com/help/1476775522631878).

Grazie a tutti!!
Un abbraccio,
 
Giulia 

 

 

 

IL CONTRIBUTO DI LEGAMBIENTE - ufficio nazionale 

Care e cari, a causa dell'emergenza Coronavirus, l'Italia sta vivendo un momento di grande difficoltà e, come è successo tante volte nella storia dell'associazione, anche in questa occasione daremo il nostro contributo per il bene del Paese, mettendo in campo tutte le precauzioni possibili per ridurre al minimo i rischi di ulteriori contagi.   Iniziamo questa nostra comunicazione esprimendo la nostra vicinanza più calorosa ai circoli e regionali che operano nelle zone più esposte, e più in generale a tutta la rete associativa che in queste settimane sta rimolulando le attività preparate con la solita abnegazione e generosità alla luce dell'emergenza in corso, con la raccomandazione di restare uniti, forti e ottimisti, senza mollare la presa legambientina.     Seguendo quanto previsto dai decreti governativi che si stanno succedendo negli ultimi giorni, chiediamo a tutti voi, in qualsiasi regione d'Italia, di evitare di organizzare iniziative e eventi pubblici nelle prossime settimane che prevedano la presenza di più persone, nello stesso luogo, a distanze ravvicinate che potrebbero alimentare il contagio.     Per lo stesso motivo, per le riunioni interne (direttivi, assemblee dei soci, etc) o esterne (con le istituzioni, le altre associazioni, etc) vi chiediamo di utilizzare tutti gli strumenti informatici possibili (conferenze telefoniche, videoconferenze, etc) per continuare la vita associativa senza necessariamente doversi riunire in troppe persone nello stesso locale, non garantendo il rispetto delle distanze minime previste dalle disposizioni del governo.   Gli uffici nazionali di Roma, Milano e Grosseto resteranno aperti e abbiamo già messo in campo tutte le possibili precauzioni (compreso il lavoro da casa per i soggetti più a rischio o per chi ha problemi di sistemazione per i figli a causa della chiusura delle scuole) per garantire in ogni caso la salute delle persone e la continuità delle attività associative nazionali, a servizio di tutti voi.   Vi chiediamo infine di continuare la vostra infaticabile e quotidiana operazione di sensibilizzazione nei vostri territori, sollecitando stavolta i cittadini a rispettare, pedissequamente e senza sottovalutazioni, le regole dettate dalle istituzioni nazionali o locali per contenere il contagio da COVID-19.   Siamo certi che il vostro prezioso lavoro di rete nel territorio e la vostra voce autorevole possano dare un contributo ulteriore per archiviare questa pagina difficile della storia italiana. Grazie di cuore per la comprensione e il vostro contributo che anche stavolta non si farà attendere.   Un caro saluto   Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente   Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente

Nuovi corsi alla sede in Via Gentili

Corso di Tai Chi Chuan e Tai Chi-Qi Gong per principianti presso la sede di Legambiente Pistoia. Il Tai Chi Chuan è un'antica disciplina cinese utile per il potenziamento della consapevolezza, l'elasticità di tendini e muscoli e il miglioramento della postura e dell'equilibrio. Questa pratica risponde alle necessità di età estremamente diverse: infatti nell'eseguire la forma lenta, così come tutti i vari esercizi, ogni praticante può profondere l'impegno corporeo che i suoi anni e il suo stato fisico gli permettono rispettando i propri limiti e godendo, alla fine, dello stesso senso di benessere. Nasce come arte marziale e diventa con il tempo una forma di terapia preventiva tesa a favorire l'equilibrio della mente e del corpo. Il Tai Chi-Qi Gong è costituito da una serie di esercizi che hanno l'obiettivo di favorire una circolazione fluida dell'energia coordinando la respirazione con i movimenti allo scopo di mantenere l'equilibrio e di garantire all'organismo il massimo benessere, esercitando i legamenti e migliorando la circolazione sanguigna all'interno delle articolazioni, sciogliendo i muscoli e stimolandoli in modo graduale.     Corso di danza moderna - dal 4 aprile 2019 Età 6/7 anni Giovedì dalle 16,45 alle 17,45 Vi aspettiamo!

Corso di formazione a distanza-partenza 21 aprile

Carissimi,    malgrado la difficile situazione nella quale ci troviamo, stiamo cercando di andare avanti con le nostre attività con lo spirito di sostenere il mondo dell'educazione e della formazione, al quale viene chiesto di essere punto di riferimento per bambini e ragazzi nel momento in cui scuole e altri luoghi di socializzazione e apprendimento sono preclusi per l'emergenza coronavirus. Vi ricordiamo che la nostra associazione ha attivato la pagina https://iorestoacasa.legambiente.it/  dove sono consultabili video, attività didattiche da fare a casa con i genitori ed altri strumenti, alla quale vi invitiamo a contribuire ad alimentare inviandoci dei laboratori, video, tutorial che realizzate solitamente e avete disponibili. Ma non intendiamo nemmeno fermarci nel continuare a offrire a insegnanti ed educatori l'opportunità di formarsi utilizzando modalità in e-learning.

 

Proprio per questo motivo vi vogliamo segnalare che a partire dal 21 aprile si svolgerà il corso di formazione Ecco-Economie Circolari di Comunità, legato al progetto finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali che promuove azioni di economia circolare in 16 realtà territoriali.

Il corso, che è rivolto sia agli insegnanti che agli educatori del Registro Nazionale, si svolgerà principalmente su piattaforma Moodle ma ci si avvarrà di incontri a distanza, su piattaforme come gotomeeting o Teams. L'idea alla base di questo corso è di aggiornarsi sui temi dell'economia circolare e civile e di pensare a esperienze possibili da realizzare con il proprio circolo su attività green. Il corso darà la possibilità agli educatori di un riconoscimento di 16 h di formazione. Chi fosse interessato dovrà compilare la scheda qui allegata e rimandarla a m.pergoloni@legambiente.it

Rimanendo a disposizione per qualsiasi chiarimento, vi auguriamo buon lavoro 

  Vanessa Pallucchi

Presidente Legambiente Scuola e Formazione

Legambiente Scuola e Formazione via Salaria 403,0199 Roma Tel 0686268350 Fax 06 23325782 scuola.formazione@legambiente.it

“Alunni alla cattedra”

Legambiente Circolo di Pistoia presenta

 

“Alunni alla cattedra”

Si svolgeranno il giorno 20 e 23 marzo durante il corso della mattinata, due incontri di formazione su temi di energia, alimentazione, intercultura.

Gli incontri vedranno temi di approfondimento svolti in classe dagli alunni delle scuole partecipanti, presentati e raccontati dagli alunni stessi.

Gli studenti quindi salgono in cattedra e istruiscono i compagni sugli studi svolti.

Le scuole partecipanti sono I.T.T.S.Fedi-Fermi, l'Istituto Scuole Mantellate Pistoia e la scuola media di Vignole.

Gli incontri si svolgeranno ospitandosi a turno nei locali delle scuole stesse.

  

Cordiali saluti

Antonio Sessa Presidente

Progetto al carcere di Pistoia estate 2019

Si è svolto per i mesi di giugno e luglio 2019 il progetto "Giochiamo e cresciamo insieme" in collaborazione con CESVOT Pistoia, presso la Casa Circondariale di Pistoia.

Protagonisti alcuni bambini figli di detenuti del carcere di Pistoia e le loro rispettive famiglie.

Il progetto, ideato nel 2017, è stato richiesto nella sua seconda edizione e ha visto la realizzazione di piccoli manufatti con materiali riciclati, uniti insieme nell'incontro finale fino a creare due storie con due protagonisti diversi.

Il progetto ha interessato inizialmente 5 padri detenuti, di cui poi 3 hanno partecipato al progetto (i bambini avevano dai 3 ai 5 anni). Il progetto ha visto la partecipazione assidua, interessata e costante delle famiglie dei detenuti, che insieme ai bambini hanno creato e manipolato i materiali in modo davvero creativo.

Il progetto, su idea di Federica Fanari, ha visto la partecipazione di Rossella Bartoletti, Lucia Bonacchi e Giuliano Mati.

 

Si riportano gli elaborati finali:

*OSSERVAZIONI iniziali: le trovate in allegato, sono le prime aspettative riguardo al progetto e alcune osservazioni in itinere

*FOTO: le trovate nell'album della foto gallery "Giochiamo e cresciamo insieme, progetto carcere 2019"

*Filastrocca: "I bambini alla ricerca dell'arcobaleno delle caramelle"

*Favole: "Riccio nel parco" e "T-rex story"

 

FILASTROCCA

I BAMBINI ALLA RICERCA DELL'ARCOBALENO DELLE CARAMELLE

Nel bosco più profondo

sperduto in cima al mondo

un T-Rex addormentato

se ne stava in mezzo al prato.

Ryan, il suo amico più fidato,

tutto di verde lo aveva creato.

Denti aguzzi e pancia piena,

riposava sula schiena.

 

Lì vicino eran le torri di Joele,

circondate da alberi di mele,

un gran sole illuminava il giardino

fatto tutto dal bambino.

E il laghetto trasparente

rallegrava tanta gente.

Il materiale era tutto riciclato

per costruire questo mondo incantato.

 

Gli stecchini di verde eran dipinti,

a volte anche le mani, ed anche il viso!

Sembravano fili d'erba finti,

pronti per strappare un sorriso.

 

FAVOLE

RICCIO NEL PARCO

C'era una volta un piccolo riccio che viveva nel parco del re.

Un giorno Joele il figlio del re mentre giocava, perse la palla e finì in un cespuglio per cercarla.

Mentre la raccoglieva si punse una mano e scoprì che in mezzo al cespuglio c'era un piccolo riccio.

Joele, felice della scoperta, corse a prendere una caramella e la regalò al riccetto.

Scelse anche un nome e lo chiamò Spillo.

Da quel giorno divennero grandi amici e non si separarono più.

 

T-REX STORY

C'era una volta un T-rex, che mangiava i piccoli dinosauri.

Viveva in una caverna nella foresta.

Un giorno cadde in un fosso profondo e arrivò un dinosauro con la testa lunga per cercare di aiutarlo. Era un brontosauro.

Il brontosauro disse al T-rex: “Io ti posso aiutare, ma tu non mi devi mangiare!”.

Il T-rex rispose: “Va bene!”.

Il brontosauro allungò il collo e il T-rex si arrampicò sulla sua testa, camminò sul collo per uscire dalla buca e riuscì a salvarsi.

Il T-rex mantenne il patto e ringraziò il brontosauro.

Da quel giorno il T-rex non mangiò più nessun brontosauro.